“PRIMA”, LE SIGLE DELL’AUTOTRASPORTO SI COMPATTANO

“PRIMA”, LE SIGLE DELL’AUTOTRASPORTO SI COMPATTANO

L’OBIETTIVO? PORTARE AVANTI STRATEGIE COMUNI

Si è tenuto ieri, domenica 22 maggio, allo Sheraton Hotel di Roma, un importante evento che ha sancito la nascita di “Prima – L’Autotrasporto Italiano Aggregato”, un’organizzazione di rappresentanza coordinata a cui possono aderire, tra gli altri, associazioni nazionali e territoriali e raggruppamenti dell’autotrasporto con l’obiettivo di arrivare a delle proposte utili per far fronte alle problematiche del settore. Unilavoro PMIA è stata una delle protagoniste di questo progetto a cui sta attivamente lavorando da tempo.

Oltre al Vicepresidente Nazionale di Unilavoro PMI Giovandomenico Guadagno, all’evento hanno preso parte il Presidente Nazionale di PMIA Martino Adesso con il Segretario Generale Roberto Galanti e gli altri firmatari dell’accordo: Trasportounito Fiap, SATI Sindacato Autonomo Trasportatori Italiani, Federazione Trasporti CEPI e Federazione Trasporti CONFIMEA.

Per gli imprenditori del settore l’incontro di ieri è stato un modo per porre al centro dell’attenzione le problematiche di un comparto e del sistema oggi in atto inadatto a sostenere le imprese, soprattutto quelle micro e piccole, in balia dell’eccessiva farraginosità burocratica.

Il patto tra le varie realtà nasce proprio con lo scopo di offrire una prospettiva concreta e univoca al mondo dell’autotrasporto che oggi non si sente sufficientemente rappresentato da chi siede ai tavoli ministeriali. L’aggregazione di realtà nazionali e territoriali è un tentativo di dare una voce unitaria e affinare una strategia di azione compatta da avanzare nelle sedi istituzionali, evitando così di intraprendere azioni-battaglie isolate che molto spesso non hanno raggiunto i risultati sperati. Fare lavoro di squadra, collaborare, condividere e viaggiare tutti insieme nella stessa direzione indipendentemente dalle “sigle” è la prima regola per affrontare i problemi più o meno comuni.

OCCUPAZIONE, NEL 2021 BOOM DI DIMISSIONI IN LOMBARDIA

OCCUPAZIONE, NEL 2021 BOOM DI DIMISSIONI IN LOMBARDIA

UNILAVORO PMI: “SI ISTITUISCA IL SALARIO MINIMO, SI INCENTIVINO I GIOVANI”

In Lombardia lo scorso anno si sono dimesse 419.754 persone (il 9,5% dei 4,4 milioni di occupati), un dato questo che supera del 30% quello del 2020, quando le dimissioni furono 127.294.

In riferimento al dato del 2021 179.200 dei dimissionari sono della Città Metropolitana, dove quasi uno su due (82.730) ha meno di 35 anni.

“Questi numeri – commenta Luigi Gaetano, Segretario Regionale di Unilavoro PMI Lombardia – danno l’idea della Great Resignation (“la Grande Rassegnazione”, ndr), il fenomeno esploso da due anni negli Stati Uniti, arrivato anche in Europa, seppur in dimensioni ridotte. Rispetto a una volta le priorità di vita sono state ridefinite: se prima capitava più frequentemente di cedere sulla soddisfazione personale a favore di un posto di lavoro, adesso questo accade più di rado perché trovare un maggior equilibrio tra vita privata e vita lavorativa è diventato una necessità. Non si può più non tener conto che le persone vadano oggi alla ricerca di un’occupazione affine alle proprie competenze e aspirazioni, oltre che alla ricerca di condizioni economiche migliori. Per quanto riguarda la mia Regione, e in particolar modo Milano, credo che questi dati siano dovuti al fatto che abbiamo una concentrazione di aziende e di occupati molto più alta rispetto al resto della penisola. Mentre altrove non si dimettono per paura di non trovare altro, qua, essendoci più opportunità, il fenomeno è più diffuso”.

Il problema per Gaetano è da ricercare alla radice: “Purtroppo, come più volte abbiamo ribadito, in Italia gioca un ruolo cruciale il mercato del lavoro, dotato di una regolamentazione ancora troppo farraginosa che oltre a non favorire in molti casi l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, offre loro condizioni troppo precarie. Il che può portarli a demoralizzarsi, distaccarsi e in molti casi adagiarsi su forme di assistenzialismo statale. Le complicazioni si riscontrano anche nel meccanismo di incrocio tra domanda e offerta e negli stipendi, spesso ancora insufficienti a garantire uno stile di vita dignitoso. Ritengo per questo che sia indispensabile una vera e propria riforma del lavoro che abbia come oggetto in primis la famigerata legge sul salario minimo, concetto su cui Unilavoro ribatte da tempo. È indispensabile poi coniugare domanda e offerta: una volta formati i ragazzi, visto che il fenomeno riguarda prevalentemente loro, dovrebbero essere accompagnati e introdotti nel mondo del lavoro, proprio perché molti di loro sono impiegati in settori che nulla hanno a che vedere con il loro percorso di studi”.

GIOVANI E LAVORO: IL 29% VEDE IL FUTURO ALL’ESTERO

GIOVANI E LAVORO: IL 29% VEDE IL FUTURO ALL’ESTERO

UNILAVORO PMI: “INVESTIAMO PER TENERCELI STRETTI”

Che le prospettive per i giovani nel nostro Paese non siano delle migliori ormai è un dato di fatto. Non risulta quindi difficile capire perché molti di loro decidano di emigrare. Secondo l’Istat dal 2008 al 2020 si è trasferito all’estero il 6% degli italiani fra i 25 e i 34 anni e secondo l’ultima indagine della Fondazione Visentini (che risale al 2020) il 29% di loro proietta il proprio futuro all’estero. Le principali cause risiedono nelle difficoltà di trovare un lavoro soddisfacente, soddisfare il benessere economico del proprio nucleo familiare e raggiungere l’indipendenza economica.

“Quando succede questo – commenta Graziano Ceglia, Vicepresidente Nazionale di Unilavoro PMI – l’Italia perde due volte: da una parte spende molte risorse nella formazione dei ragazzi, dall’altra però, non fornendo loro delle concrete opportunità di crescita, li consegna di fatto ad altri paesi che sono disponibili ad offrire loro di più.

Ricordiamo che l’Italia ha sempre investito molto nel settore della formazione, tant’è che le nostre Università sono tra le migliori al mondo: solo per fare un esempio, secondo la classifica del Qs World ranking redatta nel 2022, la Sapienza è prima per studi classici e decima in archeologia. L’altro lato della medaglia però non è così brillante perché una volta formati molti dei nostri ragazzi decidono di fare i bagagli per cercare altrove prospettive migliori. In questo modo, oltre a vanificare l’investimento iniziale, perdiamo l’opportunità di avere delle professionalità di eccellenza”.

I motivi sono da andare a ricercare nella regolamentazione del mercato del lavoro ancora troppo farraginosa che in molti casi non favorisce l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e non garantisce loro le opportunità necessarie a programmarsi un futuro a medio-lungo termine. Tra le cause vi è anche l’alto costo del lavoro, direttamente collegato al continuo e costante innalzamento dell’età pensionabile.  

“Purtroppo – riprende Ceglia – la politica ha sempre creduto poco nei giovani, per questo è necessario un patto generazionale in cui finalmente si predispongano delle risorse da destinare all’occupazione giovanile. Le possibilità di intervento non mancano: innanzitutto azzerare le tasse sui contratti di assunzione di un giovane invece che disperdere risorse economiche su bandi spesso di difficile gestione. Aggiungerei poi la possibilità per le aziende di usufruire di sgravi fiscali visto che apprendistato a parte, non c’è molto. Infine credo sarebbe opportuno agevolare i giovani che vogliono fare impresa sollevandoli da ogni tipo di imposizione fiscale almeno per i primi anni di avvio dell’attività, sarebbe un buon modo per accompagnarli in un percorso imprenditoriale all’inizio sempre all’insegna delle difficoltà e incentivarli a costruire il proprio futuro qui, non altrove”.

INFORTUNI SUL LAVORO, IN VENETO UN TRIMESTRE NERO

UNILAVORO PMI: “LE RESPONSABILITÀ SONO DI TUTTI, CHE TUTTI SI RIMBOCCHINO LE MANICHE”

Secondo i dati Inail inerenti le denunce di infortunio, sono state 194.106 quelle del primo trimestre del 2022 (+50,9% rispetto allo stesso periodo del 2021), 189 delle quali con esito mortale (+2,2%), ma se aggiungiamo anche quelle di aprile il totale arriva a 217.

Nell’attuale classifica nera “primeggia” la Lombardia, secondo posto invece per il Veneto con 23.489 nel trimestre in questione (in netto aumento dalle 15.945 dell’anno precedente), 20 delle quali con esito mortale (6 in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa).

“Purtroppo – spiega Mirco Ghiotti, Coordinatore Regionale di Unilavoro PMI Veneto – in alcune circostanze non sono esempi di responsabilità i datori di lavoro che percepiscono la sicurezza come un mero adempimento burocratico, un onere aziendale, una perdita di tempo e a volte anche una spesa. Dall’altra parte, bisogna riconoscere anche la scarsa consapevolezza da parte dei lavoratori che sottovalutano i rischi e i pericoli che possono correre. All’elenco aggiungo anche alcuni enti formativi che considerano la formazione d’aula leggendo le normative e spiegando le slide, il che non è sufficiente.

Per quanto riguarda il triste record della mia Regione credo sia dovuto anche al fatto che in percentuale abbiamo molte più aziende rispetto al resto della penisola e, di conseguenza, la probabilità di incidenti è maggiore. Inoltre negli ultimi anni la nostra Regione ha assistito a un importante avvento di una forza lavoro straniera che, causa difficoltà nel capire la lingua italiana, non recepisce bene le istruzioni relative alla sicurezza sul lavoro”.

In conclusione Ghiotti sostiene con forza una delle principali battaglie portata avanti da sempre da Unilavoro PMI.

“Bisogna promuovere una vera e propria cultura della sicurezza sensibilizzando tutti i soggetti che hanno a che fare con l’argomento senza aspettarci che arrivino nuove normative o modifiche delle normative attuali perché, come più volte abbiamo ribadito, la soluzione al problema non è la sanzione”.

UNILAVORO-PMIA: MOLTO POSITIVO L’INCONTRO SULL’AUTOTRASPORTO CON L’ONOREVOLE ROBERTO TRAVERSI

Questa mattina i rappresentanti di Unilavoro PMI e quelli dell’Associazione di categoria PMI Autotrasporto hanno incontrato l’onorevole Roberto Traversi, ex Sottosegretario ai trasporti e componente della medesima Commissione alla Camera dei Deputati. Al centro dell’incontro le problematiche dell’autotrasporto e delle aziende del comparto.

Alla riunione, che si è tenuta a Roma nella sede nazionale di Unilavoro PMI, hanno preso parte i Vicepresidenti Nazionali di Unilavoro Giovandomenico Guadagno e Mario Ara e in rappresentanza di PMIA il Presidente Nazionale Martino Adesso, il Segretario Generale Roberto Galanti, il Coordinatore Nazionale Gino Caruso e il Responsabile Servizi Angelo Tassotti.

“È stato un incontro molto proficuo – ha dichiarato Mario Ara, Vicepresidente Nazionale di Unilavoro PMI – in quanto come Associazione crediamo fortemente nel confronto costante con le Istituzioni, senza il quale non è possibile risolvere le problematiche del mondo imprenditoriale. L’incontro di oggi è un primo concreto risultato dopo l’accordo tra la nostra Associazione e PMIA, stipulato il 28 marzo 2022, che porterà la voce delle imprese all’interno delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato con proposte concrete per risolvere le problematiche del settore”.

Orgoglioso anche il Segretario Generale di Unilavoro PMIA Roberto Galanti: “Oggi abbiamo avuto la possibilità di presentare ad un membro importante della Commissione Trasporti della Camera dei deputati le problematiche del nostro comparto e questo è un primo passo in avanti, frutto del lavoro che svolgiamo quotidianamente. Siamo inoltre promotori del progetto per la creazione di una ‘casa comune’ che si chiamerà Prima a cui potranno aderire, tra gli altri, associazioni territoriali, raggruppamenti e singole imprese del settore dell’autotrasporto per arrivare a vagliare tutti insieme delle proposte utili a tamponare le nostre problematiche, che riguardano principalmente la carenza di autisti e i rincari con cui ovviamente anche noi siamo costretti a fare i conti. Il 22 maggio faremo una prima assemblea a Roma dove ascolteremo le opinioni di trasportatori che verranno da tutta Italia”.

Da sinistra: Mario Ara e Giovandomenico Guadagno (Vicepresidenti Nazionali di Unilavoro PMI), Roberto Galanti (Segretario Generale di Unilavoro PMIA), On. Roberto Traversi, Martino Adesso (Presidente Nazionale di PMIA), Gino Caruso (Coordinatore Nazionale di PMIA)

Divario sociale, lievitano le differenze tra lavoratori

Unilavoro PMI “Urgente introdurre Salario Minimo e ridurre costo del lavoro”

Di recente Eurostat ha pubblicato i dati relativi al 2017 dei lavoratori poveri in Italia. Prendendo come riferimento la retribuzione lorda, la situazione interessa il 24,2% dei redditi individuali (quasi 1 persona su 4), ben più su del 19,6% registrato nel 2006. E se tra gli uomini si “ferma” al 16,5%, per le donne schizza al 31,8%. Per quanto riguarda i settori il turismo è nell’occhio del ciclone con un rischio di salari scarsi che ammonta al 64,5% (considerando le paghe annuali), seguono il commercio, le costruzioni e l’agricoltura (30%).

L’elaborazione openpolis su dati OCSE sui salari ha registrato negli ultimi 30 anni un aumento dei salari medi annuali in tutto il continente europeo ad eccezione dell’Italia dove nel 2020 si guadagna meno che nel 1990, con una differenza di circa 1000 euro (da 36.870€ a 35.830€). Oltretutto i salari lordi annuali italiani sono ad oggi gli unici dell’UE (insieme a quelli spagnoli) a non aver registrato alcun incremento dal 28 febbraio del 2002, ovverosia dal giorno di entrata in vigore dell’Euro (dato Istat).

Questa è la posizione del Vicepresidente Nazionale di Unilavoro PMI Giovandomenico Guadagno in merito al tema.

“È necessaria nel nostro Paese una legge che preveda l’introduzione di un salario minimo, lasciando però libera la contrattazione collettiva. Tutto ciò per dare completa attuazione all’art. 36 della nostra Carta Costituzionale, che prevede il diritto del lavoratore a ricevere una retribuzione sufficiente ad assicurare a sé ed alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Questo obiettivo non si raggiungerà, come in modo semplicistico vorrebbe qualcuno, con l’efficacia ‘erga omnes’ di una parte dei CCNL. Ci sono dei comparti, ad esempio quelli della vigilanza privata e servizi fiduciari o dei Multiservizi, in cui la contrattazione collettiva considerata “leader” prevede salari veramente bassi. Per questo è indispensabile definire una soglia minima sotto la quale non si possa scendere, visto che siamo anche uno dei pochi paesi in Europa a non prevederla.

Riteniamo necessario che si proceda ad una complessiva riforma del lavoro, che vada oltre i singoli provvedimenti attuati dai vari governi. Come Unilavoro PMI abbiamo avanzato alle Commissioni Parlamentari alcune proposte per la tutela e valorizzazione dei nostri ‘Maestri’, affinché si proceda ad una drastica riduzione del cuneo fiscale sulle quote aggiuntive della retribuzione dei lavoratori più qualificati. Ad oggi un’azienda che vuole gratificare un proprio lavoratore è disincentivata per l’alto costo degli oneri collegati alla retribuzione. Per questo è indispensabile semplificare anche le modalità di applicazione di strumenti come il premio risultato e il welfare aziendale, riducendo al minimo la burocrazia e lasciando maggiore flessibilità nell’utilizzo alle piccole e medie imprese”.

OCCUPAZIONE, MADRI ITALIANE ULTIME IN EUROPA

OCCUPAZIONE, MADRI ITALIANE ULTIME IN EUROPA

UNILAVORO PMI: “SERVONO MISURE CHE LE TUTELINO”

“𝐿’8 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑢𝑛’𝑜𝑐𝑐𝑎𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒𝑑 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑖𝑚𝑒𝑟𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑚𝑚𝑒 𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛’𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑖 𝑙’𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒”.

Catia Pulice, Vicepresidente di Unilavoro PMI Modena, interviene sul tema della maternità nel nostro Paese che continua purtroppo ad incastrarsi con difficoltà a quello dell’occupazione. Secondo Eurostat nel 2020 le madri italiane hanno infatti avuto il primato della disoccupazione in Europa (57,3%).

“E non solo – riprende Pulice – visto che nello stesso anno l’Ispettorato del Lavoro evidenziò che in una regione come la nostra, l’Emilia Romagna, su 4174 casi di dimissioni da lavoro quasi 3.000 fossero donne, il 71% delle quali madri. Un dato che equivale al 3% in più rispetto al 2019. Questi dati ci ricordano ancora una volta che nel nostro Paese figli e lavoro continuano a essere inconciliabili. Il fenomeno, che merita scrupolosa attenzione, è strettamente connesso al ruolo che la donna ha sempre ricoperto, nonostante il notevole cambiamento culturale che si è concretizzato nel tempo. Ad acuire ulteriormente la situazione ci ha pensato la pandemia perché i dati del Bilancio di genere 2021 pubblicati dal Ministero dell’Economia parlano di un’occupazione femminile scesa al 49% nel 2020. Particolarmente critico è il dato relativo alle donne giovani, criticità acuita tra l’altro dalla tendenza che molti imprenditori hanno nel preferire donne over “anta” a donne di età più piccola”.

Uno dei maggiori disincentivi per l’assunzione femminile è costituito dal costo della maternità: per una piccola e media impresa poco strutturata questo rappresenta una spesa gravosa e quindi, laddove possibile, da evitare.

“Ritengo a questo proposito – conclude la Vicepresidente di Unilavoro PMI Modena – sia necessaria una riforma organica che incida in maniera significativa su questo modus operandi. Come Associazione Nazionale, alcuni mesi fa, abbiamo presentato all’XI Commissione Lavoro del Senato una serie di proposte che vanno dal costo della maternità a carico dello Stato al 100% alle agevolazioni per le filiere che presentano nel proprio organico un numero significativo di lavoratrici fino alla stipulazione di uno sgravio fiscale che incentivi l’assunzione di personale che sostituisca le lavoratrici in maternità”.  

MASCHERINE, OBBLIGO PROROGATO CON UNA ‘NOTA CONGIUNTA’

UNILAVORO PMI: “INACCETTABILE QUESTO MODUS OPERANDI”

“𝐸̀ 𝑖𝑛𝑎𝑐𝑐𝑒𝑡𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑎𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑚𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑡𝑟𝑒𝑚𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑖𝑎 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑣𝑒𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒 𝑛𝑜𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑜”.

Questo è il commento del 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐏𝐌𝐈 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐈𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨 dopo la comunicazione di ieri sera al termine dell’incontro tra Inail, alcuni sindacati, alcune organizzazioni delle imprese e i ministeri del Lavoro, della Salute e dello Sviluppo Economico che hanno confermato, attraverso una nota congiunta, il protocollo sicurezza anti-Covid del 6 aprile 2021 che ribadisce l’obbligo di mascherina sui luoghi di lavoro nel settore privato, almeno fino al mese di giugno.

“La comunicazione congiunta è stata firmata sulla base di un vecchio protocollo, siglato in un momento diverso della pandemia, quando il Paese era ancora alle prese con lockdown, zone a colori e misure che non rispecchiano più l’attuale situazione in cui, come noto, lo stato di emergenza è stato dichiarato concluso da più di un mese. Oltretutto parliamo di contenuti che sono già stati superati dai vari Dpcm e dalla più recente ordinanza del Ministero della Salute che ha fortemente raccomandato la mascherina sui luoghi di lavoro, facendo così decadere l’obbligo. L’ultima presa di posizione è quindi completamente in contraddizione con le decisioni di ieri per cui le imprese stanno facendo ancora una volta i conti con un contenuto stravolto in appena 24 ore. Evidenziamo inoltre il paradosso che la nota parli di obbligo, trattandosi invece di un’intesa di natura pattizia tra le parti che non prevede di fatto l’applicazione di sanzioni come invece era prima. Come Associazione che si occupa di tutelare e assistere le piccole e medie imprese vogliamo esprimere le nostre perplessità su come vengano trattati superficialmente certi argomenti che riguardano la vita di milioni di lavoratori e aziende”.

MULTIFIDI COFISAN-UNILAVORO PMI, UFFICIALIZZATA LA COLLABORAZIONE

BISCOTTO: “UN SERVIZIO IN PIÙ CHE OFFRIREMO ALLE AZIENDE”

“Ringrazio il Presidente di Unilavoro PMI Antonino Inguaggiato e tutti i consiglieri nazionali presenti alla riunione di giovedì scorso con la nostra rete commerciale. Un incontro importante che, di fatto, ha reso operativa la collaborazione iniziata nei mesi scorsi con la sottoscrizione della convenzione. Attraverso l’accordo che abbiamo stipulato le aziende associate a Unilavoro PMI potranno accedere ai servizi offerti da MultifidiCofisan come l’accesso al credito, sia attraverso le convenzioni bancarie in essere sia tramite le principali Fintech operanti in Italia”.

Con queste parole il Presidente di Multifidi Cofisan Roberto Biscotto ha commentato la convention “𝐅𝐢𝐧𝐭𝐞𝐜𝐡: 𝐎𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐞 𝐞 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐞 𝐈𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞” che si è tenuta il 28 aprile nella sede della società a Comiso (RG), in via Leonardo Sciascia.

“Come Consorzio – conclude Biscotto – attendiamo l’attuazione della legge 178/2020 (art.1 comma 258) per poter richiedere all’OCM (Organizzazione dei Confidi Minori, ndr) l’autorizzazione al credito diretto fino a 40mila euro alle nostre imprese associate”.

Roberto Biscotto, Presidente di Multifidi Cofisan

UNILAVORO PMI, CON IL CONSIGLIO NAZIONALE SI CONCLUDE LA DUE GIORNI SICILIANA

Dopo aver partecipato alla convention “Fintech: Opportunità per le Piccole e Medie Imprese” che si è tenuta ieri a Comiso (RG) nella sede di Multifidi Cofisan, il direttivo di Unilavoro PMI si è riunito questa mattina nella sede catanese dell’Associazione, in via Leopoldo Franchetti, per il Consiglio Nazionale.

All’evento, oltre ai rappresentanti delle sedi siciliane, erano presenti il Presidente Nazionale Antonino Inguaggiato e i Vicepresidenti Giovandomenico Guadagno, Mario Ara, Mirco Ghiotti, Sebastiano Guzzi e Graziano Ceglia.

Il consiglio ha rappresentato un’importante occasione per fare il bilancio dell’attività di Unilavoro PMI in Sicilia, regione in cui l’Associazione è ben radicata e consolidata da tempo. La seconda giornata siciliana è stata anche l’occasione per ribadire l’utilità di far conoscere i servizi e gli strumenti offerti alle imprese e ai professionisti siciliani.

“La presenza del direttivo nazionale in questa terra – sottolinea il Vicepresidente Nazionale Giovandomenico Guadagno – è la testimonianza della particolare attenzione che abbiamo nei confronti di una regione che riteniamo altamente strategica e che sta dando un forte contributo alla crescita di Unilavoro PMI in Italia. Durante l’incontro abbiamo ribattuto il nostro compito ovvero quello di accompagnare e assistere le imprese attraverso un supporto quotidiano soprattutto oggi che, duramente colpite da due anni di pandemia, vivono un momento particolarmente critico. Ci riteniamo molto soddisfatti di questi due giorni trascorsi in Sicilia; l’ufficializzazione della collaborazione lavorativa stipulata ieri con Multifidi Cofisan rappresenta un ulteriore passo in avanti fatto dalla nostra Associazione”.