Ci risiamo. Con il persistere dell’instabilità nello Stretto di Hormuz e la fine del provvedimento del taglio delle accise – scaduto lo scorso 3 luglio – il prezzo del carburante ha ripreso a correre. Non certo un buon auspicio per gli italiani, con le vacanze già iniziate e il cloù del mese di agosto praticamente alle porte.
Stando ai dati comunicati qualche giorno fa dal Ministero delle imprese e del Made in Italy la situazione al momento è questa: per quanto concerne la benzina, il prezzo medio in modalità self ha raggiunto la cifra di 1,949 euro al litro, mentre per il diesel l’impennata ha toccato quota 2,124.
Diversi – e superiori – i prezzi in autostrada con la benzina stabilitasi sui 2,040 euro e il diesel
sui 2,196. I rincari più consistenti? In cima alla classifica spicca Bolzano (2,183 per il diesel, 1,993 per la benzina), poi a seguire
troviamo Sicilia (2,193 il diesel, 1,977 la benzina), Friuli (2,172 e 1,977) e Calabria (2,157 e 1,974).
Chiudono invece le Marche con 2,119 per un litro di diesel e 1,939 per uno di benzina.
Dopo le soluzioni tampone dei mesi precedenti, questa volta tutto tace, col titolare del Ministero
dell’Economia che avrebbe lasciato uno spiraglio per il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”,
con l’utilizzo quindi dell’extragettito dell’Iva generato dall’aumento dei prezzi proprio per tamponare il costo dei carburanti. Quanto si risparmierebbe qualora la soluzione andasse in porto?
Tra i 5 e i 6 centesimi al litro, una cifra decisamente inferiore rispetto a quanto risparmiato grazie ai
precedenti provvedimenti di questo inverno e primavera.

