Unilavoro P.M.I.

VENETO: BENE L’OCCUPAZIONE MA PREOCCUPA IL FENOMENO DIMISSIONI

Mirco Ghiotti, Unilavoro PMI: “Che gli imprenditori creino aziende più attrattive!”

Dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2022 il bilancio occupazionale grezzo del settore privato in Veneto, con riferimento alle tre tipologie principali di contratto (a tempo determinato, a tempo indeterminato e apprendistato), si è chiuso con +76mila posizioni lavorative rispetto al periodo antecedente allo scoppio della pandemia, segno di un mercato regionale del lavoro che continua a registrare un andamento positivo, nonostante il contesto economico carico di tensioni e criticità. A confermare questo trend l’ultima edizione del report mensile di Veneto Lavoro che mostra nei primi 5 mesi dell’anno corrente un saldo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro pari a +57.200 posizioni lavorative rispetto all’anno scorso quando il saldo si era fermato a +39.700 rispetto al 2020 che registrò, a sua volta, 4.000mila posizioni lavorative in meno del 2019.

“L’hinterland variegato della mia regione sicuramente favorisce il proliferare di tante tipologie di attività diverse che creano molte possibilità di impiego – sostiene Mirco Ghiotti, Vicepresidente Nazionale di Unilavoro PMI e Coordinatore Regionale di Unilavoro PMI Veneto – ma non solo: ritengo che un’importante spinta all’occupazione sia data dalla nostra cultura e dal nostro modo di concepire il lavoro basato su dedizione e spirito di sacrificio quotidiani ma anche su un’attenzione particolare nella selezione del personale. Un ruolo cruciale è giocato poi dal turismo che, grazie alla fine dello stato di emergenza da Covid-19, sta dando un grande contributo all’occupazione non solo della regione ma anche del Paese”.

Nei primi 5 mesi del 2022 in Veneto sono cresciuti sia i contratti a tempo indeterminato (+16mila unità rispetto all’anno scorso) sia quelli di apprendistato (+ 300). Ma il bilancio occupazionale positivo è dovuto prevalentemente ai contratti a tempo determinato, aumentati di 40.900 unità nel periodo preso in esame.

“Il determinato dà la possibilità al datore di lavoro di conoscere meglio la persona che desidera inserire all’interno del proprio organico – spiega Ghiotti – e questo è certamente un fattore importante nella scelta del contratto da applicare. Penso però che il motivo principale per cui il contratto di lavoro determinato ha preso maggiormente campo è legato al periodo socio-economico in cui viviamo che, caratterizzato da una costante instabilità, determina la scelta degli imprenditori ad optare per rapporti di lavoro meno lunghi, meno vincolanti e quindi più instabili per i lavoratori”.

Nonostante il quadro positivo, anche sul mercato del lavoro veneto stanno pesando le “dimissioni di massa” che nei primi 5 mesi dell’anno hanno raggiunto quota 215.000 (+41% rispetto all’anno precedente), a testimonianza che, seppur a velocità più ridotta, il fenomeno della Great Resignation ha preso campo anche in Europa.

“È giusto impegnarsi in un lavoro poco stimolante e affatto piacevole e magari anche in un clima aziendale poco entusiasmante? È questa la domanda che continua a porsi la maggior parte delle persone, che ha ridefinito le proprie priorità di vita, proiettandole verso la ricerca di condizioni economiche migliori e di un maggior equilibrio tra la sfera privata e quella lavorativa. Inutile negare che lo scenario di cui stiamo parlando venga caratterizzato anche dal Rdc. Personalmente lo reputo uno strumento utile e logico se rilasciato laddove se ne necessita realmente: non può essere distribuito indistintamente e senza controlli come in realtà sta accadendo. Così impostato, non solo non incentiva l’occupazione, ma favorisce anzi la tendenza nei percettori ad andare alla ricerca di occupazioni brevi, saltuarie e soprattutto sommerse. In conclusione vorrei fare un appello agli imprenditori invitandoli a cercare di creare aziende veramente attrattive per i lavoratori, perché solo così potranno avvalersi di candidati validi e motivati che lavorando in un ambiente soddisfacente e pieno di prospettive professionali non faranno altro che il bene dell’azienda. L’Imprenditore dovrà dotarsi anche di strumenti tecnologici per la ricerca e soprattutto la selezione del personale, capace di far emergere prima di tutto le attitudini dei futuri collaboratori e solo successivamente le competenze”.

Admin Unilavoro

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