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Unilavoro PMI – Modena

Occupazione giovanile: Modena tra le migliori dieci province italiane con il 55,3%

Un’analisi recente ha rivelato che i giovani dell’Emilia-Romagna stanno beneficiando delle condizioni positive del mercato del lavoro. Tuttavia, il numero di under 35 attivi nel mercato è in diminuzione, con una perdita di 81.000 giovani negli ultimi 20 anni e una previsione simile per i prossimi 20 anni.

Dopo la pandemia, l’occupazione ha mostrato una notevole ripresa, specialmente tra donne e giovani. Modena si distingue come la decima provincia in Italia per il tasso di occupazione giovanile, con un impressionante 55,3%. Tuttavia, questa buona performance lavorativa è accompagnata da crescenti difficoltà nel trovare personale qualificato.

Le imprese modenesi incontrano difficoltà a coprire il 46,7% delle posizioni per under 30, con un costo stimato del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro che si aggira sui 277 milioni di euro, pari all’1,06% del valore aggiunto della provincia. Questa situazione fa di Modena la settima provincia in Italia per incidenza del disallineamento sul valore aggiunto.

Negli ultimi 20 anni, Modena ha visto una diminuzione del 6,6% dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Questo calo è dovuto non solo alla diminuzione delle nascite, ma anche alla crescente tendenza dei giovani a cercare opportunità all’estero. Tuttavia, l’Emilia-Romagna continua ad attrarre laureati, con Modena che si classifica al sesto posto in Italia per attrattività nei confronti dei giovani laureati.

Al 31 dicembre 2023, nel modenese erano presenti 5.374 imprese gestite da under 35. Di queste, il 25,1% erano gestite da donne e il 28% da stranieri. Le imprese artigiane giovanili ammontavano a 1.764, rappresentando il 9,1% del totale delle imprese artigiane del territorio.

È fondamentale puntare sui giovani e investire nella loro formazione e futuro. Le micro e piccole imprese della zona stanno mostrando una maggiore attenzione al benessere dei dipendenti, implementando politiche di flessibilità, aumento dei salari e lavoro da remoto. Inoltre, il numero di nuove imprese giovanili è aumentato del 42,5% negli ultimi cinque anni a livello regionale, un segnale positivo per il futuro del sistema imprenditoriale.

Secondo l’analisi, è essenziale concentrarsi sui giovani e investire nella loro formazione e futuro. Le micro e piccole imprese locali, consapevoli delle difficoltà nel reperire personale, sono più attente al benessere dei dipendenti, come dimostrano i dati. Fattori come la flessibilità, prevista dal 32,5% delle imprese regionali, l’aumento dei salari e il lavoro da remoto, giocano un ruolo chiave nell’attrattività. Inoltre, è importante sostenere i giovani che desiderano avviare la propria attività imprenditoriale: l’aumento del 42,5% delle nuove imprese giovanili negli ultimi 5 anni a livello regionale è un segnale di speranza per l’intero sistema imprenditoriale.

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