BOLLETTE LUCE E GAS, IN ARRIVO ULTERIORI AUMENTI? L’APPELLO DEL SEGRETARIO NAZIONALE DI UNILAVORO PMI PER ALLEGGERIRLE

Di Jessica Kolaj

Nell’ultimo trimestre del 2020 i prezzi di luce e gas sono rincarati (rispettivamente del 29,8% e del 14,4%). Non hanno raggiunto livelli ancora più alti perché il Governo ha stanziato 3,5 miliardi, così suddivisi: 2,5 per mitigare gli oneri di sistema, 500 milioni per ridurre l’Iva, i restanti 500 per potenziare i bonus per le famiglie in difficoltà. Purtroppo questa cifra è sufficiente solo per finanziare gli ultimi tre mesi dell’anno corrente.

Ma la crisi energetica, legata in prevalenza all’aumento del prezzo del gas, non accenna a diminuire.

Cosa succederà quindi nel 2022?

Molto probabilmente dal primo gennaio la bolletta del gas in Italia avrà un balzo del 50% in più e quella dell’elettricità tra il 17% e il 25%, con la spesa della famiglia «tipo» che per le bollette di luce e gas potrebbe toccare quota 3.368 euro all’anno, con un incremento di +1.227 euro rispetto a quella sostenuta nell’ultimo anno.

Il Governo sembrerebbe pronto a intervenire di nuovo per arginare il caro bollette aggiungendo due miliardi in più nel maxiemendamento alla legge di Bilancio che avrà come destinatari le fasce meno abbienti e in difficoltà.

Anche il segretario nazionale di Unilavoro PMI, Vito Frijia, ha fatto un appello al Governo:

“Da una nostra rilevazione l’80% delle piccole e medie imprese avrà difficoltà a pagare le bollette.

Ricordiamoci che le nostre imprese, soprattutto in campo manifatturiero, partono già in svantaggio a causa dell’alta tassazione del nostro Paese e dell’alto costo del lavoro e i continui aumenti contribuiscono alla perdita della competitività rispetto ai concorrenti europei. Questo rischia di essere il colpo di grazia per il nostro export che è fondamentale per il nostro PIL.

Sosteniamo quindi quei settori particolarmente in difficoltà per i quali l’aumento del prezzo dell’energia potrebbe metterli in seria difficoltà. Alleggeriamo i costi per non far soccombere la piccola e media impresa”.  

NUOVO CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL SETTORE TESSILE

Di Jessica Kolaj

Unilavoro PMI ha sottoscritto un nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle aziende artigiane dei settori tessile, abbigliamento, calzaturiero e pulitintolavanderie.

Le parti sottoscrittrici del contratto, valido dal 1 Dicembre 2021 al 30 Novembre 2026, sono: Unilavoro PMI, UNIPEL, F.I.L.P., CONFSAL FISALS.

Il settore tessile e dell’abbigliamento rappresenta uno dei settori delle imprese manifatturiere più importanti in Italia che, tra l’altro, vanta un’antica tradizione nel nostro paese. Con oltre 400.000 addetti e più di 60.000 imprese attive sul territorio, occupa il 12% di tutti i lavoratori impegnati in questo ambito e il suo fatturato ne rappresenta il 9% del totale.

Da sempre il settore tessile italiano, in particolare nell’ambito abbigliamento/moda, rappresenta nel mondo un punto di riferimento per l’alto standard qualitativo e il design dei propri prodotti. Quest’ultimo riveste un ruolo strategico sia per l’industria che per il made in Italy in generale, con un peso sul numero totale delle attività manifatturiere del 7,9%.   

SUPER GREEN PASS: Cosa cambia dal 6 Dicembre?

Di Jessica Kolaj

Il Green Pass è ormai in vigore dal 6 Agosto eppure le norme continuano a cambiare.

Per contenere la nuova ondata di contagi, ed evitare nuove restrizioni nel periodo natalizio, il governo ha varato un nuovo decreto legge, il Super Green Pass, che estende e rafforza quello già in essere, modificandone alcune caratteristiche e obbligando alcune categorie (forze dell’ordine, docenti scolastici e personale sanitario) alla vaccinazione. La Super certificazione verde, che sarà valida dal 6 dicembre fino al 15 gennaio 2022, sarà concessa solo a chi si è vaccinato contro il Covid-19 e a chi è guarito dall’infezione negli ultimi 6 mesi. 

Ma per cosa servirà il Super Green Pass? E cosa cambierà da quello “base”?

Cerchiamo di fare chiarezza con il Segretario Nazionale di Unilavoro PMI, Vito Frijia, rispondendo alle domande più frequenti su quello che pare essere il decreto più “confuso” tra tutti quelli che in questi quasi due anni di pandemia hanno regolato la vita degli italiani.

Servirà il Super Green Pass per prendere un caffè al bancone del bar?

No, per le consumazioni al bancone rimane in vigore la norma attuale che non richiede la certificazione, che invece è necessaria per consumare stando seduti a un tavolo al chiuso.

Servirà il Super Green Pass per consumare ai tavoli all’aperto?

No, per le consumazioni all’aperto rimane in vigore la norma attuale che non richiede la certificazione.

Servirà il Super Green Pass per andare al ristorante?

Sì, sarà richiesto per tutti i luoghi di ristorazione al chiuso.

Come faremo a verificare se una persona è in possesso di Green Pass “base” o Super Green Pass?

L’app VerificaC19 verrà aggiornata. Sulla schermata principale appariranno due opzioni: Super Green Pass e Green Pass “base” e l’esercente di un’attività potrà scegliere quale controllare.

Servirà il Super Green Pass per il TPL, quindi per prendere autobus, metropolitane, tram?

No ma servirà il Green Pass “base”, ad oggi non necessario.

Sarà così anche per: aerei (sia nazionali che internazionali), navi, traghetti, treni e pullman che svolgono un servizio interregionale. Su questi tipi di mezzi di trasporto il green pass è richiesto già dallo scorso settembre.

Servirà il Super Green Pass per i lavoratori?

No. Per l’accesso al posto di lavoro, sia nel pubblico sia nel privato, è sufficiente il Green Pass “base”.

Servirà il Super Green Pass per alberghi e strutture ricettive?

No, ma dal 6 Dicembre sarà necessario quello “base”, anche per i ristoranti al loro interno.

Servirà il Super Green Pass per eventi, musei, stadi, teatri e cinema?

Sì, sarà necessario per tutte le attività di svago.

Servirà il Super Green Pass per palestre, centri sportivi e piscine?

No, basterà il Green Pass “base” per le attività al chiuso.

Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali.
Il testo prevede una serie di misure di contenimento della “quarta ondata” della pandemia Sars-Cov2 in quattro ambiti:

  1. obbligo vaccinale e terza dose;
  2. estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie;
  3. istituzione del Green Pass rafforzato;
  4. rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione.

1. Obbligo vaccinale e terza dose

Il decreto legge prevede di estendere l’obbligo vaccinale alla terza dose a decorrere dal 15 dicembre prossimo e con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse.

2. Obbligo nuove categorie

Inoltre il provvedimento stabilisce l’estensione dell’obbligo vaccinale a ulteriori categorie a decorrere dal 15 dicembre.

Le nuove categorie coinvolte saranno:

  • personale amministrativo della sanità
  • docenti e personale amministrativo della scuola
  • militari
  • forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico.

3. Green Pass

Il testo approvato oggi prevede che la durata di validità del Green Pass viene ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi.

L’obbligo di Green Pass viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale.

A decorrere dal 6 dicembre 2021 viene introdotto il Green Pass rafforzato; vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti. Il nuovo Certificato verde serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla nei seguenti ambiti

  • Spettacoli
  • Spettatori di eventi sportivi
  • Ristorazione al chiuso
  • Feste e discoteche
  • Cerimonie pubbliche

In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato.

Dal 6 dicembre 2021 e fino al 15 gennaio 2022 è previsto che il Green Pass rafforzato per lo svolgimento delle attività, che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla, debba essere utilizzato anche in zona bianca.

Altre misure

Sarà disposto un rafforzamento dei controlli da parte delle prefetture che devono prevedere un piano provinciale per l’effettuazione di costanti controlli entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo e sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’interno.

Sarà potenziata la campagna di comunicazione in favore della vaccinazione.

Il Governo ha assunto e ha intenzione di assumere in via amministrativa altre decisioni:

  • è già consentita la terza dose dopo 5 mesi dalla seconda;
  • aprirà da subito la terza dose per gli under 40;
  • se autorizzate, potranno essere avviate campagne vaccinali per la fascia di età 5-12 anni.

PATTO PER IL LAVORO – Unilavoro PMI sfida Landini: “limitare la libertà sindacale non è soluzione ai problemi del lavoro”

PATTO PER IL LAVORO – Unilavoro PMI sfida Landini: “limitare la libertà sindacale non è soluzione ai problemi del lavoro”

Il Segretario Nazionale Frijia: “Riduzione cuneo fiscale priorità per l’Italia”

“Per Confindustria e i sindacati la soluzione per risolvere il problema del dumping salariale è comprimere la libertà associativa. Questa forse la soluzione per risolvere i loro problemi, certamente non quelli dell’Italia”.

Parte all’attacco il Segretario Nazionale di Unilavoro PMI Vito Frijia, dopo il confronto tra Confindustria e sindacati e il successivo incontro con il Premier Mario Draghi.

“Landini bolla come ‘pirata’ ogni contratto collettivo non firmato da Cgil, Cisl e Uil. Tale affermazione non ha alcun fondamento, poiché moltissimi accordi collettivi sono migliorativi rispetto a quelli firmati dai sindacati confederali. La lotta al dumping salariale si mette in pratica imponendo una base retributiva e normativa sotto la quale nessun contratto collettivo può prevedere regole peggiorative. Risulta inutile invocare una legge sulla rappresentanza sindacale, quando dovrebbero essere per primi i sindacati confederali e Confindustria a misurare il numero dei loro iscritti” continua Frijia.

 Ma per Unilavoro PMI le priorità dell’Italia sono altre rispetto a quelle evidenziate. “Tutte le associazioni datoriali e i sindacati dovrebbero fare fronte comune per pretendere una drastica riduzione del costo del lavoro. Tale riduzione andrebbe a vantaggio sia delle imprese sia dei lavoratori, unitamente ad una norma per agevolare le maestranze con maggiore esperienza.

Molte piccole e medie imprese vorrebbero infatti gratificare i propri dipendenti più esperti con una maggiore retribuzione, ma sono disincentivate per l’altro costo del lavoro. Per risolvere questo problema proponiamo l’istituzione di una speciale indennità per le maestranze esperte che, se erogata dal datore di lavoro, preveda una tassazione ridotta esente da contribuzione. Solo con queste poche e semplici azioni giungeremo veramente al fine di migliorare la quantità e la qualità del lavoro in Italia” conclude Frijia.

Congresso Nazionale Unilavoro PMI: Ecco il messaggio dell’Onorevole Fabio Massimo Castaldo

CONGRESSO NAZIONALE UNILAVORO PMI: il messaggio dell’Onorevole Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento Europeo.”Come in altre fasi di profonda crisi, il ‘made in Italy’ ha saputo dimostrare di essere resiliente, in molti casi attraverso le piccole e medie imprese che rappresentano il volano della nostra economia.Pertanto, con questo messaggio in occasione dell’assemblea nazionale di Unilavoro, non posso che ringraziare chi, in un anno molto difficile per il Paese, ha lavorato con passione a sostegno dell’imprenditoria italiana, raggiungendo traguardi importanti per la tutela del settore.Saranno proprio gli imprenditori a trasformare una crisi dura come quella che stiamo vivendo in una opportunità: ora abbiamo bisogno di fare partire velocemente i programmi del PNRR, senza però dimenticare la programmazione europea ordinaria. Serve individuare delle misure che si adattino perfettamente alle esigenze delle piccole e medie imprese. Anche in questo, sono sicuro che tutto il sistema nazionale potrà contare su un partner serio ed affidabile come Unilavoro.”

ASSEGNO UNICO – Unilavoro: “Dote economica iniziale per le donne in maternità e l’assegno unico più sostanzioso”

Il Segretario Nazionale Frijia: “Necessario incremento dell’assegno con l’aumento dell’età dei figli. Finalmente anche autonome e professioniste potranno accedere ai contributi di questa misura”

“Condividiamo integralmente il principio posto da questa misura, ma da sola non basta per favorire la natalità nel nostro Paese”. Con queste parole il Segretario Nazionale di Unilavoro PMI Vito Frijia illustra le proposte presentate durante è   l’audizione in XI Commissione Lavoro del Senato, in merito al disegno di legge sull’ assegno temporaneo per figli minori.

Secondo Unilavoro PMI ci sono due elementi di criticità, da prendere in considerazione per far si che si arrivi realmente ad incentivare la natalità in Italia, elemento che sta avendo un progressivo abbassamento, come dimostrato da alcuni dati Istat; ad esempio nel 2019 i nati della popolazione residente sono stati quasi 20 mila in meno rispetto al 2018, e per il settimo anno consecutivo c’è stato un nuovo superamento al ribasso del record di denatalità. A questo record negativo è legato il fatto che cresce anche l’età media alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,3 anni, sempre nel 2019. 

  “Il primo aspetto da considerare – spiega  Frijia – è rappresentato dal fatto che per coloro che abbiano un ISEE compreso fra 40.000 e 50.000 euro, l’assegno per il sostenimento per i figli sia troppo esiguo, ovvero 30,00/40,00 euro al mese. Inoltre riteniamo che l’assegno debba essere incrementato con l’aumentare dell’età del figlio, al fine di coprire i reali costi, in aggiunta ad una dote iniziale per le prime spese da sostenere. Inoltre bisogna unificare gli strumenti che sono a disposizione nei vari Comuni e Regioni, per evitare che i cittadini subiscano trattamenti diversi a seconda delle possibilità di bilancio locali”.

Altro intervento urgente che Unilavoro PMI ha già presentato al Senato, è la necessità che il costo della maternità non sia più parzialmente a carico delle imprese. “Ciò andrebbe ad incentivare l’assunzione di donne nelle micro e piccole imprese – afferma il Segretario Nazionale – poiché ad oggi grava sui datori di lavoro sia un’integrazione economica prevista dai CCNL, sia i costi dei ratei (es. tredicesima,quattordicesima,tfr). Collegato a ciò, l’altra proposta che facciamo è quella di creare incentivi per le filiere ad alta presenza di personale femminile, come quella della pelletteria, che ad oggi sono danneggiate da questo meccanismo.Inoltre chiediamo una decontribuzione totale per il personale  che viene assunto in sostituzione al personale in maternità”.

“Unilavoro PMI – conclude Frijia – ritiene che queste misure, unite ad una maggiore uniformità,anche nelle misure locali, insieme ad un assegno unico più sostanzioso e che vada ad incrementarsi con i costi reali del mantenimento di un figlio, possano realmente costituire un incentivo alla natalità in Italia e ad una maggiore equità  tra lavoratori autonomi e dipendenti”.

Per maggiori informazioni è possibile contattare

Unilavoro PMI – Ufficio Stampa

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Tel. 328/1181025