Un paese a doppia velcità, col Nord che viaggia in maniera spedita al contrario del meridione un po’ titubante.
E’ quanto emerge dall’ultima relazione della Corte dei Conti, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’andazzo e lo stato attuale del Pnrr.
Stando all’analisi dei magistrati, alla fine della scorsa estate risutava impiegato solo il 59,2% dei quasi 61 miliardi a disposizione,
i pagamenti si attestavano intorno al 30% del costo complessivo. Come noto, più della metà dei progetti (63.530 su 96.082) recano la firma dei Comuni
che dei 47,5 miliardi complessivi ne gestiscono 24,5. Rigenerazione urbana, edilizia scolastica e lavori pubblici i tre ambiti in cui stentiamo maggiormente, con quest’ultimo
quello maggiormente claudicante.
Tra le regioni che sta operando al meglio c’è la Lombardia dove si conta un numero di progetti inferiore rispetto a molte altre ma dove si registra
però un valore medio degli interventi molto elevato (si sfiorano i 20 miliardi). Ma è in generale tutto il nord la fetta di penisola in cui stiamo registrando
una maggiore capacità di gestione e un migliore governo dei tempi. Infatti, su un totale di 42.865 progetti ne risultano in stato avanzato 32.311 e in stato di collaudo 10.289.
Vivaddio non siamo comunque al cospetto di un meridione statico visto che un terzo dei progetti risulta già realizzato (con una spesa di 19 miliardi su 58) ma fragilità strutturali e carenze
di personale sono la spada di damocle che sta incidendo in negativo, in particolar modo nel comuni medio-piccoli.

