E con questo sono quattro! Quattro anni in cui la crisi d’impresa nel nostro paese prosegue senza conoscere batture d’arresto.
L’ufficialità è arrivata in questi giorni grazie al report dell’Osservatorio di Unioncamere che monitora il registro delle procedure disciplinate dal Codice della crisi.
Ebbene, i dati inerenti ai primi sei mesi di quest’anno evincono l’aumento del 29% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, con un’impennata delle registrazioni passate da 5.505 a 7.716, numero quest’ultimo che, stando alle previsioni, potrebbe raggiungere addirittura i 14.232 casi (in tutto il 2024 furono 11.701, numero corrispondente al +22% rispetto al 2023).
Tra gli iter più gettonati dalle aziende per gestire crisi interne dettate generalmente dall’aumento dei costi dell’energia, le guerre e l’altalenanza geopolitica, c’è sicuramente la Liquidazione Giudiziale che ha rappresentato il 74% delle 7.716 procedure totali (5.286), risultando inoltre la pratica maggiormente adottata dalle imprese con 5 dipendenti al massimo (addirittura l’80% del totale). Dai dati del report emerge che tra i settori più coinvolti ci sono commercio, costruzioni e manifatturiero rispettivamente col 23,2%, il 22,2 e il 16,3% delle procedure di liquidazione avviate.
Se la liquidazione giudiziale è la strada principale che decidono di percorrere le piccole e medie imprese, il Concordato Preventivo è invece la scelta di quelle di dimensioni maggiori. In merito al concordato, l’analisi dell’Osservatorio sui due semestri presi in esame risalta un aumento del 4,3% che, seppur di lieve entità, accende un campanello d’allarme se messo a confronto invece coi risultati del 2022 e 2023 che evidenziarono una netta diminuzione.Vola invece la Composizione Negoziata (+75%), l’iter scelto dalle aziende con una media di 38 dipendenti e un fatturato di 11 milioni che vogliono provare a risanarsi e uscire dalla crisi.
Stabili invece i numeri in riferimento all’ Accordo di Ristrutturazione . Scelta dalle aziende con una media di 89 dipendenti e 10 milioni di fatturato, nel primo semestre del 2025 la formula dell’Accordo di Ristrutturazione
ha fatto registrare il +3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

