ASSEGNO UNICO – Unilavoro: “Dote economica iniziale per le donne in maternità e l’assegno unico più sostanzioso”

Il Segretario Nazionale Frijia: “Necessario incremento dell’assegno con l’aumento dell’età dei figli. Finalmente anche autonome e professioniste potranno accedere ai contributi di questa misura”

“Condividiamo integralmente il principio posto da questa misura, ma da sola non basta per favorire la natalità nel nostro Paese”. Con queste parole il Segretario Nazionale di Unilavoro PMI Vito Frijia illustra le proposte presentate durante è   l’audizione in XI Commissione Lavoro del Senato, in merito al disegno di legge sull’ assegno temporaneo per figli minori.

Secondo Unilavoro PMI ci sono due elementi di criticità, da prendere in considerazione per far si che si arrivi realmente ad incentivare la natalità in Italia, elemento che sta avendo un progressivo abbassamento, come dimostrato da alcuni dati Istat; ad esempio nel 2019 i nati della popolazione residente sono stati quasi 20 mila in meno rispetto al 2018, e per il settimo anno consecutivo c’è stato un nuovo superamento al ribasso del record di denatalità. A questo record negativo è legato il fatto che cresce anche l’età media alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,3 anni, sempre nel 2019. 

  “Il primo aspetto da considerare – spiega  Frijia – è rappresentato dal fatto che per coloro che abbiano un ISEE compreso fra 40.000 e 50.000 euro, l’assegno per il sostenimento per i figli sia troppo esiguo, ovvero 30,00/40,00 euro al mese. Inoltre riteniamo che l’assegno debba essere incrementato con l’aumentare dell’età del figlio, al fine di coprire i reali costi, in aggiunta ad una dote iniziale per le prime spese da sostenere. Inoltre bisogna unificare gli strumenti che sono a disposizione nei vari Comuni e Regioni, per evitare che i cittadini subiscano trattamenti diversi a seconda delle possibilità di bilancio locali”.

Altro intervento urgente che Unilavoro PMI ha già presentato al Senato, è la necessità che il costo della maternità non sia più parzialmente a carico delle imprese. “Ciò andrebbe ad incentivare l’assunzione di donne nelle micro e piccole imprese – afferma il Segretario Nazionale – poiché ad oggi grava sui datori di lavoro sia un’integrazione economica prevista dai CCNL, sia i costi dei ratei (es. tredicesima,quattordicesima,tfr). Collegato a ciò, l’altra proposta che facciamo è quella di creare incentivi per le filiere ad alta presenza di personale femminile, come quella della pelletteria, che ad oggi sono danneggiate da questo meccanismo.Inoltre chiediamo una decontribuzione totale per il personale  che viene assunto in sostituzione al personale in maternità”.

“Unilavoro PMI – conclude Frijia – ritiene che queste misure, unite ad una maggiore uniformità,anche nelle misure locali, insieme ad un assegno unico più sostanzioso e che vada ad incrementarsi con i costi reali del mantenimento di un figlio, possano realmente costituire un incentivo alla natalità in Italia e ad una maggiore equità  tra lavoratori autonomi e dipendenti”.

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